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Storia

Storia

Il Salento, che etimologicamente significa Terra tra due Mari, trae il nome dai Sallentini, che abitarono questa parte di penisola coi Messapi, a partire dal IX secolo a.C.. Sull’arrivo di questi popoli in Italia vi sono diverse tradizioni orali, mentre gli storici Varrone e Tucidide e il poeta Orazio convengono che l’economia fosse basata, oltre che sul commercio mercantile, sull’agricoltura e sulla viticoltura in particolare.
 
E’ per lo sviluppato commercio verso Roma che la regione aveva una viabilità di grande rilievo, tanto che la direttrice Manduria-Oria-Brindisi divenne un tratto della Via Appia Traiana, percorsa da mercanti ed eserciti. La via del mare portava invece alla sponda opposta, da cui partiva la Via Egnazia che giungeva fino a Costantinopoli. Elementi questi dei quali, qualche secolo dopo, avrebbe beneficiato Federico II di Svevia. Il “Puer Apuliae”, così come fu definito l’imperatore del Sacro Romano Impero per la sua predilezione per questa terra, promosse proprio l’agricoltura di questa regione fertile, costruendo numerose fortificazioni, tutt’oggi patrimonio turistico ineguagliabile.

Fedele a Federico II era anche il coraggioso cavaliere crociato di origini galliche che, di ritorno dalla Terra Santa, chiamò la sua famiglia “Carissimo”. Era l’anno 1222 e da allora questa famiglia, dalle nobili radici, si è spostata in Sicilia, a Trapani, poi a Parma, poi a Benevento. E’ in Puglia tuttavia che un discendente dei Carissimo, Pascotto, si sofferma e ordina la costruzione di una fortificazione.

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Siamo ad Oria, città messapica che sorge nel cuore del Salento, punto di passaggio obbligato per popoli ed eserciti in movimento e, per questo, teatro di molte battaglie. 
L’imponente Castello è stato edificato nel 1230 e da allora ha resistito ai molteplici attacchi perpetrati nei secoli. Da questa città ben difesa e dall’unione della famiglia Carissimo con quella dei Martini, a fine Ottocento, inizia una nuova fase storica che arriva ai nostri giorni.
 
E’ un percorso lungo, quello che negli anni dà origine all’attuale Masseria Altemura. Ancora prima dell’arrivo di Annibale, Oria e Torre Santa Susanna erano nuclei protetti, presidi difensivi per proteggere i coloni dagli assalti dei briganti. La stessa struttura aziendale, durante la dominazione aragonese del XVI secolo, si è dotata di una alta e massiccia torre fortificata, impiegata negli anni a venire per spedire messaggi attraverso piccioni viaggiatori.