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Vigneti

Vigneti

Masseria Altemura sorge nel cuore della penisola salentina, equidistante dai Mari che bagnano la Puglia, lo Ionio e l’Adriatico, e beneficia delle correnti ventose dell’uno, più aperto verso il Mediterraneo, e della salinità dell’altro. Ne deriva una terra estremamente luminosa, quasi accecante a guardarla, in tutti i sensi, visto che nei periodi più assolati la pietra bianca che affiora in superficie tra un filare e l’altro fa da specchio ai raggi del sole. Gli stessi che contribuiscono alla maturazione delle uve, perché in questo territorio tutto è armonia. La tenuta è compresa nel territorio di produzione della DOC Primitivo di Manduria, un terroir tra i più vocati alla vitivinicoltura di qualità in Italia. 130 ettari di vigneto, paradigma dell’autenticità e della tradizione vitivinicola salentina: solo vitigni autoctoni per vini che devono raccontare e dar voce alla loro terra d’origine.
 
Il Primitivo, oggi rinomato ed emblematico vitigno pugliese, ha avuto origine alla fine del Settecento e attualmente, da gemma rimasta a lungo nell’ombra, sta riscuotendo successi in Italia e a livello internazionale per tipicità e longevità, senza temere il confronto con i più blasonati rossi del Vecchio e del Nuovo Mondo.

Vigneti

Emergente e di sempre maggior interesse è il vitigno a bacca bianca Fiano, che vanta le sue origini proprio in Puglia e in Campania, fin dai tempi di Federico II di Svevia e Carlo I d’Angiò e dove ebbe grande diffusione durante il Regno Delle Due Sicilie.
 
Nei 130 ettari di vigneto aziendale si coltivano anche le varietà autoctone Negroamaro e Aglianico, il tutto attraverso una filiera produttiva coordinata con rigore e lungimiranza dalla famiglia Zonin e seguita dal prezioso contributo del winemaker Stefano Ferrante, dell’agronomo Carlo De Biasi e del direttore agronomo della Masseria Altemura Antonio Cavallo.

Con l’obiettivo di perseguire la strada della qualità totale, la famiglia Zonin ha avviato alcune sperimentazioni con la collaborazione di noti accademici italiani e stranieri come il Prof. Attilio Scienza e il Prof. Denis Dubourdieu, al fine di praticare un’accurata selezione clonale e di valutare lo stato ottimale del rapporto che intercorre tra la pianta e il terreno. Le analisi e le mappature effettuate in loco prima dell’impianto dei vigneti hanno evidenziato come i 300 ettari di proprietà siano della medesima origine calcarea, ma di due distinte tipologie di suolo, una a scheletro prevalente e l’altro a tessitura franco-argillosa. Attualmente è in atto una estesa ulteriore sperimentazione sulle varietà Moscato, Malvasia Nera e Susumaniello.