"Scapatizze: sono detti in pugliese i blocchi calcarei, che emergono nel corso della lavorazione del suolo".
Antonio Cavallo – agronomo
Ponte naturale con la Grecia, la Puglia ha traghettato tra le prime alcuni vitigni principi della viticoltura nazionale ed offre un ricchissimo patrimonio ampelografico. La forma così allungata della regione, con oltre 800 chilometri di costa bagnata dal Mare Adriatico e dallo Ionio, regala una realtà molto diversificata: al nord l’incantevole promontorio del Gargano, al centro lo splendido altopiano delle Murge e più a sud i trulli e la città di Alberobello, decretata patrimonio dell’umanità.
Nella parte più meridionale della provincia di Brindisi inizia il Salento che si estende in provincia di Taranto e si allunga in provincia di Lecce: terre forti dove, tranne alcune eccezioni come il Fiano, sono i vitigni rossi a dare l’espressione migliore. La parte di penisola salentina dove si trova la tenuta Masseria di Altemura in provincia di Brindisi, è caratterizzata da un clima temperato-marittimo, dovuto ai frequenti venti di nord-est di tramontana che determinano condizioni molto particolari e favorevoli alla vitivinicoltura.
La piovosità media si attesta attorno ai 400-450 mm annui, con precipitazioni concentrate soprattutto nei mesi invernali.
I suoli, originatisi dalle calcareniti del Salento (Plio-pleisotocene), sono a tessitura franco-argillosa con la presenza di numerose pietre calcaree che in dialetto pugliese vengono dette “scapatizze”.